ISEE – DSU

Cos’é l’ISEE?

L’ISEE (Indicatore di Situazione Economica Equivalente) fotografa la situazione economica dei nuclei familiari ed è fondamentale per richiedere una serie di bonus, prestazioni e agevolazioni fiscali.

In base al calcolo, basato sui determinati documenti riguardanti redditi e patrimoni, i contribuenti avranno accesso a una serie di prestazioni sociali agevolate.

Per ottenere l’ISEE è necessario presentare la DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica): si tratta di un documento che contiene le informazioni anagrafiche, reddituali e patrimoniali che descrivono la situazione economica dell’intero nucleo familiare.

Con un ISEE basso si può accedere a una serie di bonus, e con l’approvazione del decreto sull’assegno unico partirà la corsa al CAF per predisporre le domande.

Nella guida qui di fianco (scaricabile gratuitamente) vediamo i documenti da presentare

Come si effettua il calcolo?

Fare il calcolo dell’ISEE non è molto semplice, perché il valore non corrisponde semplicemente al reddito percepito, ma come abbiamo visto nel paragrafo precedente vanno tenuti in considerazione tutti i fattori reddituali e patrimoniali. Non solo: il risultato finale dipende dalla situazione economica di tutti i componenti del nucleo familiare.

È quindi l’INPS stessa a effettuare il calcolo, partendo dalla DSU e determinando il valore dell’ISEE con un rapporto tra l’Indicatore della Situazione Economica (ISE) e il parametro desunto dalla scala di equivalenza di seguito riportata:

Numero di ComponentiParametro
11,00
21,57
32,04
42,46
52,85

In merito al valore della scala di equivalenza, per il calcolo dell’ISEE è prevista l’applicazione di alcune maggiorazioni, pari a:

0,35 per ogni ulteriore componente;
0,5 per ogni componente con disabilità media, grave o non autosufficiente;
0,2 in caso di presenza nel nucleo di tre figli, 0,35 in caso di quattro figli, 0,5 in caso di almeno cinque figli;
0,2 per nuclei familiari con figli minori, elevata a 0,3 in presenza di almeno un figlio di età inferiore a tre anni compiuti, in cui entrambi i genitori o l’unico presente abbiano svolto attività di lavoro o di impresa per almeno sei mesi nell’anno di riferimento dei redditi dichiarati.

La maggiorazione si applica anche in caso di nuclei familiari composti esclusivamente da un solo genitore non lavoratore e da figli minorenni. Ai soli fini della maggiorazione, fa parte del nucleo familiare anche il genitore non convivente, non coniugato con l’altro genitore che abbia riconosciuto i figli, a meno che non ricorrano casi specifici.

Quali sono i valori che fanno alzare l’ISEE?

L’ISEE raccoglie le informazioni riguardanti redditi e patrimoni di tutti i membri del nucleo familiare, e quindi sono tanti i parametri che influenzano il valore finale del documento da cui dipende l’accesso o meno a determinati bonus e agevolazioni.

Per esempio, tra i valori che fanno aumentare l’ISEE ci sono i risparmi, sia del conto corrente bancario, di quello postale o del libretto, dei depositi o su una carta prepagata. Contano poi anche gli immobili posseduti, non solo da chi richiede l’ISEE ma da tutti i componenti del nucleo familiare.

Poi, hanno una certa influenza anche alcuni beni, per esempio veicoli, moto e imbarcazioni possedute.

Come uscire dall’ISEE dei genitori?

Visto che il valore finale viene dato prendendo in considerazione la situazione reddituale e patrimoniale di tutti i componenti del nucleo familiare, uscire dall’ISEE familiare è un modo per abbassare il proprio ISEE e avere diritto a una serie di bonus e detrazioni che altrimenti non toccherebbero. Un esempio calzante è quello del bonus prima casa under 36, istituito dal decreto Sostegni bis: con ISEE superiore a 40.000 euro si viene esclusi dall’agevolazione.

Il modo più semplice per uscire dall’ISEE dei propri genitori è quello di cambiare residenza. Altrimenti, bisogna uscire dal proprio nucleo familiare, condizione che si raggiunge quando:

  • non si vive più con la propria famiglia e la residenza è stata cambiata;
  • si ha meno di 24 anni e si produce un reddito superiore a 4.000 euro all’anno;
  • si produce un reddito superiore a 2.840,51 euro e si ha più di 24 anni.

Quanto tempo ci vuole per ottenere l’ISEE?

Per ottenere il modello ISEE quindi è necessario presentare la DSU (Dichiarazione Unica Sostitutiva), documento che contiene i dati anagrafici, reddituali e patrimoniali di un nucleo familiare.

L’INPS calcola l’ISEE sulla base di tutti i dati, quelli autodichiarati e quelli presenti negli propri archivi e in quelli dell’Agenzia delle Entrate, e rende disponibile l’attestazione al dichiarante entro 10 giorni lavorativi dalla ricezione della DSU.

Potrebbero anche passare 15 giorni lavorativi dalla data di presentazione della DSU, ma l’INPS specifica che si tratta di un caso eccezionale. In questo caso è possibile compilare un apposito modulo per autodichiarare i dati per il calcolo dell’Isee.

Quando scattano i controlli sull’ISEE?

controlli sull’ISEE sono fatti a campione, quindi molti contribuenti che hanno dichiarato dati falsi potrebbero anche passarla liscia, ma mentire non conviene: non si tratta di evasione fiscale, ma visto che si ottiene una prestazione agevolata che non spetterebbe, è un raggiro ai danni dello Stato.

Si commette il reato di falsa attestazione o dichiarazione a pubblico ufficiale e va incontro a conseguenze gravi: la prima è la perdita del beneficio e la seconda è la restituzione delle cifre percepite in modo illegittimo.

Come posso prevedere il valore del mio ISEE?

E’ possibile affidarsi a un simulatore di calcolo ISEE dell’INPS ricordando che il valore restituito dal programma è puramente indicativo.